ASSOCIAZIONE DI EX PAZIENTI E FAMILIARI CON DISTURBI ALIMENTARI E OBESITÀ

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I genitori sono implicati nei disturbi alimentari dei figli perché i problemi dell’alimentazione e del peso divengono il fulcro attorno al quale ruota tutta la vita familiare: il disagio del figlio può contagiare l’intera famiglia, che tende a concentrarsi anch’essa sul sintomo.


Per questo può essere importante per familiari di persone  che soffrono di disturbi alimentari,avere uno “spazio”,  un “luogo” di ascolto, dove ritrovarsi, confrontarsi  e sostenersi a vicenda, per essere anche un punto di riferimento, a livello sia emotivo che informativo, per altre famiglie che vivono più o meno direttamente il disagio legato a queste problematiche.


Fondamentale anche il contributo di familiari di persone che hanno sofferto in passato di disturbi alimentari e del peso: ogni famiglia che abbia affrontato un disturbo alimentare e del peso, costituisce infatti una preziosa risorsa e può trasformarsi in un valido aiuto al benessere di altre famiglie che stanno affrontando i medesimi disagi del proprio familiare.


“Scoprire che il proprio figlio ha un disturbo del comportamento alimentare, scontrarsi con un caro che nega il problema, o con un caro che è in cura ma perpetua in casa una lotta estenuante con il cibo può portare a sperimentare sentimenti quali inadeguatezza, impotenza, rabbia,  spavento, senso di colpa.” 
Hilde Bruch, psichiatra.

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"A chi posso rivolgermi?"


"Come devo comportarmi?"


"Come posso aiutare mio figlio?"


"Dovremo convivere per tutta la vita con il disturbo alimentare?"

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I disturbi alimentari e del peso quali anoressia, bulimia e disturbi da alimentazione incontrollata in obesità sono malattie complesse che non dipendono dalla volontà della persona che ne soffre, ma esprimono un disagio profondo che coinvolge la persona nella sua globalità psico-fisica e nel suo contesto di vita familiare e sociale.


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INFORMARE e ORIENTARE sul fenomeno dei disturbi alimentari, facilitando l’accesso alle strutture competenti.
PREVENIRE sensibilizzando la popolazione e le istituzioni al problema. In particolare rivolgere le azioni di prevenzione alle categorie più sensibili come bambini e adolescenti.
CREARE CONTINUITÀ DI CURA dopo il superamento della fase acuta del problema.
- FARE RICERCA sviluppando progetti, divulgando lavori scientifici, organizzando seminari.

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L'Associazione con l'aiuto di tutti i membri sta lavorando duramente per farsi conoscere sul territorio e dalle altre Associazioni.

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